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INTERVISTA DEL 03 OTTOBRE 2000
CARLA VISTARINI IN ESCLUSIVA PER PALCOSCENICO
DI TIZIANA CIALDEA
Carla
Vistarini, "paroliere" di oltre 300 canzoni pubblicate, è autrice televisiva
dal 1974. Tra i programmi da lei firmati vanno ricordati "Io a modo mio" con
Gigi Proietti (1986, Rai Uno); "Banane" con Fabio Fazio, Giobbe Covatta, Enzo
Jachetti, Paolo Hendel, David Riondino, Francesco Paolantoni (1990, TMC);
"Beato fra le donne" con Paolo Bonolis (Canale 5, quattro edizioni dal 1995 al
1998); "Pavarotti and Friends" (Rai Uno, cinque edizioni dal 1994 al 1998).
Con Castellacci e Pingitore ha scritto i varietà televisivi del
Bagaglino dal 1991 al 1999, tra cui: "Creme Caramel", "Saluti e Baci", "Bucce
di Banana" (Rai Uno); "Champagne!", "Rose Rosse" , "Viva l’Italia !", "Gran
Caffè" (Canale 5).
Ha scritto tre edizioni del "Festival di Sanremo" (‘92, ‘97, ‘98) e due
edizioni del "DopoFestival" (‘97, ’98)
Nel 1997, inoltre, è stata Commissario Artistico del Festival di
Sanremo.
L’anno scorso per Rai Due ha firmato "Fenomeni", con Piero Chiambretti,
Aldo Busi, Giampiero Mughini.
Per il cinema ha scritto le sceneggiature di "Gole Ruggenti" (1992,
Regia di Pier Francesco Pingitore) e di "Nemici d'infanzia" (1995, Regia di
Luigi Magni) grazie alla quale ha vinto il premio DAVID di Donatello 1995 per
la migliore sceneggiatura.
1) La sua esperienza
dietro le quinte è ormai decennale: signora Vistarini, come e quando ha
iniziato a lavorare in tv?
Prima di iniziare a lavorare in tv scrivevo canzoni. E ho continuato a
scrivere per parecchi anni. Tra le altre, avevo già firmato le parole di " La
Voglia di Sognare" per Ornella Vanoni, che poi sarebbe diventata, oltre che un
successo discografico, anche premio della critica e un vero e proprio "everegreen."
In virtù di questa mia "specializzazione" musicale e della stima che
professionale di cui godevo nel mondo discografico, mi fu chiesto dalla Rai di
occuparmi dei testi di piccoli "siparietti" musicali, i mitici "15 Minuti
Con….", che a quei tempi, negli anni ’70 facevano un po’ da cuscinetto fra un
programma e l’altro. Si trattava di monografie essenziali di un cantante. La
Rai ne produsse decine e decine, io ne curai solo alcuni. Ne ricordo uno
particolarmente riuscito, con i Pooh. E poi altri con artisti allora in voga,
come Nicola Di Bari, Wess, Dori Ghezzi e altri. Il regista di uno di questi
"15 minuti Con…." Era Enzo Trapani, un vero maestro di televisione.
2) Qual è stato
l’ostacolo più lato da affrontare, almeno agli inizi della sua carriera?
Di ostacoli è disseminata sempre la carriera di tutti coloro che
intraprendono un lavoro così particolare come quello dell’autore. Ma
all’inizio penso che il maggiore ostacolo sia proprio quello di farsi un nome.
Poi, quando te lo sei fatto, gli ostacoli si alzano sempre di più perché
questo nome, che diventa una garanzia, per i produttori e gli artisti che si
affidano a te deve garantire risultati sempre più brillanti. Insomma, abusando
della felicissima intuizione di Eduardo si può affermare che "gli esami in tv
non finiscono mai".
3) Quali i pregi e quali i difetti del dietro le quinte?
Il difetto maggiore credo sia la confusione di ruoli che spesso
regna sovrana. Cioè: può capitare che troppe persone si occupino di una certa
cosa, mentre altre funzioni restano scoperte. Ma questo credo sia dovuto al
fatto che la televisione è un mezzo relativamente giovane rispetto ad altre
forme di spettacolo, come il teatro oppure il cinema, e paga questa sua
evoluzione costante con adeguamenti di competenze "in corso d’opera" e quindi
a volte un po’ improvvisati. Inoltre la tv, essendo spettacolo e informazione
insieme, finzione e realtà, è una miscela affascinante, ma da maneggiare con
cautela.
4) La sua soddisfazione (professionale) più grande?
Tante. Cito tre occasioni per tutte: le audiences stellari di
tutte le puntate di "Creme Caramel", la nomina a Commissario Artistico del
"Festival di Sanremo" e la collaborazione con Luciano Pavarotti per cinque
edizioni del "Pavarotti & Friends".
5) Cosa ne pensa di esperienze come
"Serra Creativa" (www.serracreativa.it) ?
Non conosco il metodo che seguono, ma penso bene di ogni iniziativa tesa
ad agevolare l’emersione di personalità creative. Anche se una serra è per
definizione un ambiente "amico", direi troppo amico. Credo fermamente che
l’arte dello spettacolo e della televisione si impari soprattutto sul campo. E
sul campo la selezione è durissima.
a cura di TIZIANA CIALDEA
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